Sopravvissuti tutti a Natale? Ad abbracci di vecchie ziette impellicciate che odorano di naftalina (usata con formaldeide per conservare non l’indumento ma le loro persone…), ai parenti invadenti (che non schiodano di casa nemmeno alla minaccia di ordigni esplosivi), alle solite battute a tavola (“Oh, già finito? Ho ancora fame! Ahahaha!” Sigh!), ai sentitissimi auguri via sms di massa da parte di conoscenti e cugini che non si fanno mai vivi, a una simpatica emicrania? Sopravvissuti al cenone di avanzi del 26, dove montagne di insalata russa e tartine ammosciate occhieggiano dalla tavola? Vi è venuta tanta voglia di passare il prossimo Natale in Tibet o, meglio, in eremitaggio sull’Himalaya?

Chissà perché, le festività risvegliano i miei peggiori istinti. Non per niente i migliori gialli sono ambientati a Natale (quale condimento migliore di un pizzico di arsenico nella salsa verde del bollito?) e qualche idea mi sta già venendo per un paio di raccontini brevi… Nel frattempo, sto preparando un altro saggetto letterario, stavolta su Salomè di Wilde… pièce teatrale morbida, lirica e seducente.

Comunque sia, a modo mio, auguri a chiunque passi per queste pagine!

E.

Annunci