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Forse, passando di qua, qualcuno si sarà chiesto il perché di un simile nome per un blog, “Stato Mentale”. Eppure qui non si parla di psicologia o ambiti analoghi. Un motivo preciso c’è, e risale (addirittura) al 1999. Ho scritto un intero romanzo con quel titolo, e la protagonista si è fatta carico di tutto il mio lato negativo, è stato quasi catartico. Tuttavia, non l’ho mai concluso, mancano gli ultimi due capitoli.

Ieri sera sfogliavo le vecchie bozze, stampate ancora con una stampante ad aghi (roba presente sull’Arca di Noè e già in disuso ai tempi di Giulio Cesare). I fogli sono ingialliti, l’inchiostro è leggermente evaporato, lasciando le parole sbiadite, ma leggibili. Chiara e netta è rimasta invece la data di inizio stesura, a penna: 15/12/1999, in classe, durante una serie di lezioni noiose che non avevo voglia di seguire (non sono mai stata troppo diligente, seguivo solo quello che mi interessava!). L’ho scritto continuativamente fino quasi al 2003, poi il blocco. Mi mancava la conclusione, sentivo che dovevo scrivere ancora due capitoli ma non c’erano. Non potevano esserci, perché la mia fonte di ispirazione si era allontanata. Ora, dopo anni di stallo, ho ripreso a scrivere, sto completando gli ultimi due capitoli. Forse anche perché la mia fonte è in qualche modo ritornata.

Ora un dubbio: pubblicare o no sul blog “Stato Mentale”? Mostrare al mondo Aglaja, la mia creatura più notturna e fragile? Non so.

Forse, potrei provare a postare qualche stralcio, e chiedere a voi che leggete se può valere la pena metterlo tutto online.

Dunque, attendo suggerimenti!

E.

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