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Ho ripreso in questi giorni ad ascoltare l’album di Laurie Anderson del 2001, Life on a String, vero album della piena maturità della grande artista americana. Che dire di lei? Musa dell’avanguardia newyorkese, docente di storia dell’arte egizia, violinista eccezionale, sperimentatrice in ogni campo artistico (qualcuno ha visto le sue installazioni? o ricorda il suo mitico tape-bow violin?), scrittrice. Solo in ultimo può essere ricordata come moglie di Lou Reed, un rapporto relativamente recente in cui i due artisti si sono influenzati a vicenda.

Life on a string è un disco eccezionale, ricco di suoni capaci di dar vita a un mondo, con testi che sono poesia allo stato puro. Lascio qui tre tracce davvero significative dell’album:

Statue of Liberty   …Moon rises and sets in the real world… freedom is a scary thing, not many people really want it…

 

One beautiful evening  …oh, Beauty in all its forms, funny how hatred can also be a beautiful thing: when it’s as sharp as a knife, as hard as a diamond. Perfect…

 

Pieces and parts …so get hit in your head and there may be a few things you can’t recall at all, but get hit in your heart and you’re in pieces and parts…

 

Buon ascolto!

E.

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