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C’è qualcosa che ti spinge a creare in un modo o nell’altro, attraverso quel mezzo che è solo tuo proprio: parole, colori, suoni… Si tratta di un qualcosa più grande di te, che non puoi sopprimere o reprimere, pena l’elisione di una parte di sè e una sorta di “annichilimento”. Questa è la Musa, incorporea, intangibile, che obbliga a operare in suo favore per i suoi favori, in modo grandioso o con misere tracce di sé. Obbliga a esprimere ciò che si cela e obbliga a portare alla luce mondi nascosti. Obbliga a uscire da sé e a perdere il contatto con la monotonia della realtà. Ma non per questo è meno reale. Delle volte è stimolata da eventi, altre volte da emozioni, altre volte ancora da persone. E se si tratta di una persona, allora… lì la Musa chiama, con voce da Sirena, si rende viva e presente. E spinge dove vuole lei, brucia, diventa ossessione e dono integrale del sè. E con la persona interessata diventa rapporto profondo e fecondo di scambio, di amore.

E.

...tu sai come farmi uscire da me, dalla gabbia dorata della mia lucidità, non voglio sapere quando come e perché questa meraviglia alla sua fine arriverà – Musa, ispirami. Musa, proteggimi: ogni ora… Voglio aver bisogno di te, come acqua confortevole, vuoi aver bisogno di me? Troverai terreno fertile….

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