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Si resta con il naso all’insù, fra le nuvole, a pensare, a lasciar fluire emozioni e sensazion Si lascia la mente riposare fra i suoni della natura, frusciare fra gli sterpi, cinguettare fra i rami, frinire fra l’erba. Si percepisce la duplicità del proprio essere, fragile e immane al tempo stesso. Una fragile canna, ma pensante, così Pascal definiva l’uomo nei Pensieri. Volatili come nubi al vento, ma capaci di lasciare tracce indelebili. Miseria e grandezza. Intorno, la Natura a darci le misure del nostro stesso essere. Col naso all’insù, ad aspirare alle stelle. Con i piedi quaggiù, a calpestare la polvere. Parte della Natura, eppure “esterni” ad essa la contempliamo, spettatori assetati di Bellezza e di senso. Immersi nel nostro flusso temporale ma tesi all’eternità.
E.

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