Tag

, , , , , ,

Il fattaccio era semplice e banale. Diana si era innamorata e fidanzata. Nulla di strano. Il punto era il “lui” in questione, un vecchio amico di Moira. Per il quale Moira aveva preso una sbandata. Moira, già  fidanzatissima, si era dichiarata a questo amico, lo voleva per sé, lo aveva concepito come un qualcosa che poteva spettare a lei e basta. Il netto rifiuto di lui, rimasto imbarazzato e sconvolto da tale dichiarazione, aveva aperto una voragine nella mente di Moira. Il senso di inadeguatezza latente, dovuto al suo totale non accettarsi, si era tramutato in odio e rabbia. Il fatto che poi Diana fosse riuscita dove lei aveva fallito era diventato un’offesa inaccettabile. Era iniziata così una fase aggressiva e distruttiva di Moira: voleva ferire questo suo ormai ex amico, ad ogni costo, ferendo chi gli era accanto, offendendo e cercando di ottenerne una resa. Aveva cercato di offendere anche Diana. Non aveva fatto i conti con il suo caratterino d’acciaio. Nessun giochetto, nessuno sbotto e poi “scusa non volevo”. Diana si era rivoltata a Moira, rinfacciandole errori e cattiverie gratuite, tagliandola dalla vita sua e del suo fidanzato, sbattendosi letteralmente la porta alle spalle. Per Diana questo scontro doveva chiudere la faccenda, Moira da una parte e lei dall’altra. Non così per Moira. Lei restava ossessionata da quel fallimento duplice, sentimentale e di dominio, non poteva cancellare. Se nei confronti di lui l’ossessione amorosa perdurava mescolata a risentimento e odio, non lo odiava tanto quanto Diana, che l’aveva messa a nudo dinanzi a se stessa, che non si era piegata ai suoi giochetti. Tutto questo era progressivamente diventato il chiodo fisso di Moira.

Annunci