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Una passeggiata sul lungomare in una domenica assolata di primavera, quattro passi insieme alla persona amata. La cosa più banale del mondo. Tanta gente camminava quella domenica intorno a Diana e al suo fidanzato. Camminavano nel sole, mano nella mano. Sorridevano e parlavano. Diana cercava di rilassarsi e lui lo sapeva, era consapevole dello stato di tensione di lei e cetcava di alleviarlo. Non poteva far nulla per fermare le incursioni di Moira nella vita di Diana, cercava però con tutte le sue forze di limitarle, cambiando le abitudini di Diana, standole accanto ogni istante che poteva.
Si sedettero a un bar, ordinarono.
Quando il the arrivò, il viso di Diana, spensierato fino a un istante prima, mutò in una maschera rigida di ansia.
“Diana… Che hai? Cosa succede?”
Diana rispose con voce tremante: “Lei è qui… Moira…”
Lui si voltò: in un tavolo poco distante sedevano Moira e il suo compagno. Da quella posizione Moira poteva benissimo fissare Diana. E che sguardo, rabbioso e folle.
“Ti prego… Andiamo via…”
Lui annuì. La situazione era grave.

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