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Alle volte decidi di smettere di provare a capire gli altri, ti stanchi di voler giustificare, capire, tollerare. Smetti quando ti accorgi che questi altri non hanno né l’intenzione né la voglia di provare a capire te, o quantomeno di rispettare le tue scelte. Passi una volta, passi la seconda, poi basta. Si scade nella presa per i fondelli. Specialmente quando gli altri giustificano la loro mancanza di empatia e comprensione con una bella mano di “buone intenzioni”: lo fanno per il tuo bene! Nemmeno tu avessi sei anni. Lo fanno con le migliori intenzioni del mondo, si intende. Almeno a livello conscio. Sull’inconscio e subconscio c’è da nutrire qualche dubbio.

Credo che capiti a molti di vivere situazioni simili. Si gratta il fondo, ci s stanca, non ci so arrabbia neppure, si vive una sorta di mix tra delusione e solitudine, per approdare infine a una certa apatia. Si smette di provare a capire, si smette di ascoltare davvero. Con serenità e onestà a domanda si dà risposta, senza nascondere o smorzare la propria posizione, motivando le proprie scelte con limpidezza che scardina i compromessi. Perché hai cercato di capire gli altri abbastanza a lungo. Ora tocca agli altri cercare di capire te.

E.

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