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È da parecchio che rifletto sull’essenza dell’archetipo del guerriero e della guerriera presenti in noi. Sono elementi propri della nostra natura: noi esseri umani non siamo monoliti monocromi, ma siamo un insieme di sfaccettature armoniche. Non siamo nè un blocco unico e rigido nè una molteplicità di elementi contrapposti (come due personalità in lotta), ma siamo un plurale armonico: in noi stessi convivono diverse sfumature dell’essere, in modo più o meno accentuato e che necessitano di essere riconosciute per garantire la piena armonia del sé. Se i diversi elementi vengono vissuti in contrapposizione fra loro, ecco la schizofrenia e la duplicità insanata, se vengono negati, ecco la superficialità nel comprendere se stessi e gli altri.

L’archetipo del guerriero e della guerriera in particolare è forse il più incompreso e misconosciuto. Questo proprio per una visione erronea del sé: molti lo concepiscono come un elemento solamente negativo, come l’elemento distruttivo. Chi vede il mondo tutto rosa, ritiene aberrante che si possa essere guerrieri nello spirito, lo schizofrenico lo vive come una guerra contro gli altri e contro il mondo. Ma il guerriero non è da confondersi con il distruttore. Il guerriero è un costruttore. Riconosce le sue vulnerabilità, è consapevole di ciò che considera valore ed è disposto a correre rischi per le persone che ama. Non muove guerra a nessuno, ma è pronto in armi a proteggere i suoi valori, chi ama, il suo spazio, per poter costruire se stesso e il suo percorso. È un difensore, è la parte di noi che conosce le nostre vulnerabilità e le tutela, è la parte di noi che ci consente di superare gli ostacoli e di raggiungere le nostre mete. Soprattutto il guerriero custodisce e difende i nostri sacrari, l’Amore in particolare.L’essere guerrieri non significa non avere paura di nulla, bensì conoscere i propri limiti, le proprie paure e avere il coraggio di superarli.

Come è possibile concepirlo in modo negativo se non quando viene incompreso? Questo vale in particolare modo nell’esperienza femminile, dove la guerriera viene bollata come una “donna a metà” o in guerra contro il mondo. Di fatto è un aspetto forte nella femminilità, che avvolge e protegge ed è pronto alle sfide.

Si tratta di un archetipo vitale, che permette di bere fino in fondo dal calice della vita, senza dondolare in un mondo rosato irreale e senza pretendere di distruggere il mondo, che ci consente di vivere ogni passo con determinazione.

E.

…Well, I’ve been watching, while you’ve been coughing. I’ve been drinking life, while you’ve been nauseous, and so I drink to health, while you kill yourself, and I’ve got just one thing that I can offer: go on and save yourself, and take it out on me…

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