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Nella vita si aspetta, si attende, alle volte, troppo spesso, ci si immobilizza per nulla. Siamo noi gli artefici della nostra trama, sta a noi utilizzare i  giusti fili quando li abbiamo in mano. Quanti temono di “sprecarli” e, alla fine, non li utilizzano? La Vedova McFarlane, la tessitrice di tappeti, colei che di telaio se ne intendeva davvero sprona a non lasciare da parte, nascosto ciò che ci rende grandi, anche se può apparire un rischio o uno spreco di energie.

Ero la Vedova Mc Farlane, la tessitrice di tappeti del villaggio. Ho pietà di voi che ancora state al telaio della vita, di voi, che cantate alla spola e guardate amorevolmente l’opera delle vostre mani, se raggiungerete il giorno dell’odio, della terribile verità. Colei che conosce la tessitura, la trama, che sa che ognuno di noi tesse con le sue mani il suo destino, e canta, spesso, troppo spesso, inconsapevole dell’inclito compito che ha fra le sue mani. Quanti non sanno cosa stanno facendo della loro vita, e cantano, ignari, fino al disvelamento?

Poiché la trama della vita è tessuta, sapete, su una trama nascosta sul retro del telaio – una trama che mai vedete! La vita è misteriosa, nasconde il suo esito, ma noi tessiamo, tessiamo…

E continuate a tessere, col cuore lieve, cantando, cantando, tenete da parte i fili dell’amore e dell’amicizia per nobili figure d’oro e di porpora. Gli ignari continuano a tessere, e si guardano bene dall’usare i fili degli alti sentimenti, sia mai che vadano banalmente sprecati, vanno custoditi per misteriose figure, elevate, ideali.

E molto dopo che altri occhi hanno già visto, avete tessuto un telo bianco come la luna, e ridete della vostra forza, poiché la Speranza la riveste di figure d’Amore e Bellezza. Il telo è bianco, freddo, privo di Amore e Amicizia, quei fili così preziosi, e gli ingenui continuano a custodirli, convinti che il loro bianco drappo sarà un vistoso arazzo. Gli altri hanno visto questa povertà di sirito, ma non gli occhi dell’ignaro, carichi di orgoglio e presunzione per la propria stessa accidia morale e ignavia.

D’improvviso il telaio si ferma! Il disegno si rivela! Siete soli nella stanza! Avete tessuto un sudario! E l’odio per tutto questo vi fa giacere in esso!  Ecco, siamo al giorno della verità, non c’è più nessuno. Chi vedeva, se n’è andato. Il disegno finalmente è visibile al tessitore: nulla ha fatto della sua vita, è solo un candido sudario, simbolo di una vita mai vissuta, tenuta al risparmio di ogni emozione, ogni sentimento che possa rendere grande l’uomo. Soltanto l’odio resta, e porta a giacere nel freddo abbraccio della morte.

E.

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