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Tanti, troppi si lamentano di ogni cosa, sembra che ogni sospiro sia fonte di un inesauribile mugugno. Ma questo non dipende dal caso, ma dalla nostra scelta di vivere o meno la vita appieno. Ecco cosa insegna Lucinda Matlock.

Andavo a ballare a Chandlerville e giocavo a carte a Winchester. Una volta cambiammo gli accompagnatori ritornando in carrozza sotto la luna di giugno, e così conobbi Davis. Ci sposammo e vivemmo insieme settant’anni, stando allegri, lavorando, allevando i dodici figli, otto dei quali ci morirono prima che avessi sessant’anni. Una vita intensa ma semplice, fatta di gioie e dolori. Una vita in cui ognuno di noi si può riconoscere. Piccoli grandi eventi che segnano l’esistenza, scelte di vita fatte col cuore e con la testa.

Filavo, tessevo, badavo alla casa, accudivo i malati, curavo il giardino e, il giorno di festa, andavo a spasso per i campi dove cantano le allodole e lungo lo Spoon,  raccogliendo molte conchiglie, molti fiori e molte  erbe medicinali – gridando alle colline boscose, cantando alle verdi vallate. Sempre in movimento, sempre indaffarata, solerte e serena, godendo di ogni attimo che la vita sapeva donarle, scegliendo con cura i piccoli tesori, facendo di ogni giorno un tesoro prezioso. Non si sentono rimpianti o rimorsi, solo serenità.

A novantasei anni avevo vissuto abbastanza, ecco tutto, e trapassai in un dolce riposo. Anche la morte, affrontata con la stessa serena forza, come un tranquillo riposo meritato e dovuto ormai in tarda età.

Cos’è questo che sento di dolori e stanchezza, rabbia, scontento e speranze fallite? Figli e figlie degeneri, la Vita è troppo forte per voi – ci vuole vita per amare la Vita! L’ultimo ammonimento: la Vita richiede passione, intensità, impegno, forza, tutte scelte che permettono di percorrerla a testa alta, senza rimpianti né rimorsi. Le lamentele sono dei deboli, non esiste un Destino che piega, c’è solo la scelta di volere la Vita o rigettarla.

E.

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