Per il reblog del giovedì, una vecchia riflessione sul tema dell’Arte.
Buona lettura!
E.

Stato Mentale

«Colui che soffre fortemente vede dalla sua condizione, con una terribile freddezza, le cose al di fuori: tutte quelle piccole ingannevoli magie in cui di consueto nuotano le cose, quando l’occhio dell’uomo sano vi si affissa, sono invece per lui dileguate; anzi egli si pone dinanzi a se stesso privo di orpelli e di colore. Ammesso che sia vissuto fino a quel momento in qualche pericolosa fantasticheria, questo supremo disincantarsi attraverso il dolore è il mezzo per strapparlo ad essa: è forse l’unico mezzo.»
F. Nietzsche, da Aurora: Della conoscenza di colui che soffre

Parole tremende, laceranti, spesso attribuite soltanto alla condizione  di salute di Nietzsche. Eppure, rivelano molto di più. Sono un’acutissima analisi della sofferenza come mezzo e conseguenza del concetto di visione, applicabile alla Filosofia e all’Arte, alla creatività umana in generale. Non c’è linearità nella creatività, vi sono picchi immensi, la gioia sovrumana del “vedere” e l’abisso…

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